AH GRILLO? LA CASA SI COSTRUISCE DALLE FONDAMENTA E NON DAL TETTO!

L’M5S ha ottenuto un successo straordinario: ora deve dimostrare ciò che vale. Se vale poi!

Il movimento di Grillo, era nell’aria questo, avrebbe avuto nella previsione elettorale del passato febbraio un ottimo 15% di consensi. A referto ottenuto è stato sconfinato il consenso potenziale: il 25%. Strepitoso, già il 15% sarebbe stato un ottimo riconoscimento nella scena politica italiana, figuriamoci con il 25% ottenuto allora. 58 senatori e 110 deputati sono la risoluzione finale delle passate elezioni politiche. Straordinario, per davvero.

Bene, finita l’opera numerica, si torna sui banchi del nuovo Parlamento, il quale risulta svecchiato di ben il 60%. Quindi, facce nuove e nuovi eletti istituzionali nel nostro Parlamento. Sguardi persi, alcuni “increduli”, altri esterefatti di tanta “grazia”  dall’elettore italiano. Vengo eletti i Capogruppo alla Camera dei Deputati e al Senato i quali fanno di nome Roberta Lombardi e Vito Crimi. Subito la nuova squadra grillina entra nel nostro Parlamento e già mostra le prime “crepe”: all’elezione del nuovo Presidente del Senato alcuni di loro non rispettano la linea guida del loro “padre padrone (o padreterno?)” e decidono, con i loro voti l’elezione di Pietro Grasso (già Procuratore nazionale antimafia) a scapito dell’uscente Renato Schifani (indagato per associazione mafiosa, ndr). I casi strani della vita, vero?

Ma andiamo avanti con questo scritto: minacce di espulsione dal guru Grillo verso i suoi senatori che, con i loro voti, hanno decretano l’elezione di Grasso alla seconda carica dello Stato. Ritirate le minacce di espulsione, aspettava il guru un “mea culpa” che invece, da parte dei “rei”, non c’è stato. Grillo dal web continua con le offese verso il PD meno L come dice lui, offende in modo irriguardoso Bersani, persona che a, nostro parere merita, ben più rispetto da parte del grillino capo. Attacco vergognoso verso i giornalisti, scordandosi che poi ci sono gli editori, e ingiurie a più non posso. Internet, la casa del successo dei grillini, comincia a ricevere un bel pò di critiche dai grillini stessi, affecionados al guru.  Cancellati i commenti, Grillo dimostra subito una cosa, alla marchese del Grillo: “Io so sio e tu non sei un cazzo”.  Massima del marchese capitolino vissuto qualche secolo fa. Prosegue il cammino, delle settimane, ed ecco l’incontro con “Morfeo”, ovvero, il Capo dello stato che all’anagrafe fa Giorgio Napolitano. Nella campgna elettorale Grillo tuonava: “Il Capo dello Stato costa al contribuente italiano 250 milioni di euro all’anno!” Eh già, se “Morfeo” dorme che dire del capogruppo al Senato, Vito Crimi, immortalato dalle telecamere mentre dormiva sui banchi del Senato della Repubblica? Ma che dite, sprovveduti che non siete (e che non siamo) altro: era collegato, telepaticamente, con il braccio destro di Grillo che si chiama Casaleggio. Aggiorniamoci, per favore.

Queste, le telepatie, sono le nuove frontiere dell’informazione a cui nessuno può accedere tranne a chi si porta nel pensiero. Quindi “Morfeo” non è più “Morfeo” e si va avanti. Secondo lui, però. Grillo, secondo un articolista europeo, è un uomo dannoso all’Italia e all’Europa! Addirittura viene catalogato come il politico, se poi è politico, più famigerato che ci possa essere. Non sono di questo avviso, ma sono di ben altro. Avviso! Grillo, con grande fortuna, è stato quello che saputo incanalare meglio la protesta verso il dilagante e scriteriato uso della politica da parte di entrambi gli schieramenti politici. E’ stato fortunato, è stato bravo (diamogliene atto di questo), ma ora gli tocca guidare, se mai ci riuscirà poi, un esercito di senatori e deputati che, a mio avviso, hanno anche una testa per ragionare. Quindi, l’omologazione del Grillo pensiero (contro tutti) non è detto che debba avere successo. Affatto. La politica è fatta, purtroppo smentita sul campo questa massima dalle squallide vicende politiche nazionali, per le persone intelligenti, per quelle persone che amano goveranre una nazione oppure una regione o, in ultimo, un paese. La politica è questa, è arte nobile.

Bene, in questa occasione che gli è capitata, singolarissima tra l’altro, Grillo e i suoi grillini decidano di che morte morire.  Se vogliono vivere entrino nella stanza dei bottoni, magari con alcuni loro ministri (e perchè no questo? Nessuno glielo nega e tanto meno Bersani glielo ha negato) e in questo modo dimostrino il loro effettivo valore e facciano valere le loro ragioni in una coalizione che vede il temerario, al momento, Bersani premier. Ma se questo non avverrà, come molto probabilmente pare, si regolino i grillini: il loro sarà solo un canto, o un cicaleccio, di una cicala che ha ballato solo una stagione. Scordando che le stagioni sono quattro. In una prossima occasione elettorale, pare anche non a lunga scadenza, il loro referto elettorale non si misurerà più a due cifre. Ma ben sì ad una sola cifra.

E allora sì che si mangeranno la testa, oltre ad aver già staccato le loro mani. Il successo, elettorale, non corrisponde sempre ad un teatro pieno. Spesso sono sempre gli spettatori che pagano il biglietto. E se lo spettatore, che ha visto lo spettacolo, è soddisfatto ne parlerà bene. Altrimenti, lo spettatore, metterà all’incasso il suo biglietto. Ma qui, il conto diventerà salato, per tutti. Grillo e i grillini in primis!

Giovanni Caforio

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