SAVA. CANTIERE SPROVVISTO DI SISTEMI DI SICUREZZA E CON CONDOTTA DELLE ACQUE DI FOGNA BIANCA, INTERRATA INSIEME A MATERIALI SPECIALI CHE EMERGONO IN SUPERFICE

Esposto al Comando Stazione dei Carabinieri di Sava

Da qualche mese l’Impresa IGECO Costruzioni Spa di Roma su commissione del Comune di Sava ha avviato i lavori di “adeguamento scarichi finali per la realizzazione sistemi colletta mento differenziate per acque piovane a servizio dell’abitato di Sava” (importo 1.610.296,90-Progetto finanziato mediante fondi comunitari POR-PUGLIA 2000/2006 per 1.110.296,90 con prestito Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e fondi comunali con prestito della Cassa depositi e Prestiti S.p.a. per 500.000,00 euro”.

Sin qui nulla di strano anzi “merito all’amministrazione comunale per l’opera di pubblica utilità per la cittadinanza savese. Ciò che invece “non va bene” è il fatto che nel tratto di strada di campagna lungo circa 300 metri, vi siano in superficie cumuli di terriccio misto a pezzi di manto stradale bituminoso e inerti (materiali speciali) nonché profonde buche con all’interno alcuni pneumatici. Ma quello che più preoccupa sotto l’aspetto ambientale è il fatto che dal terreno (dove la pala meccanica ha spalmato il tufo a copertura della condotta), emergono pezzi di manto stradale,grosse buste in plastica. alcuni tubi in gomma e pezzi di tondini in ferro (tutti materiali speciali che in virtù del Decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (Norme in materia ambientale) sarebbero dovuti confluire in “discariche autorizzate”.

E non finisce qui perché in questo non vi é solo un problema di carattere ambientale (denunciato ai Carabinieri di Sava) ma anche di pericolo per la sicurezza della pubblica incolumità (per la quale mi riservo di interessare anche le autorità competenti). Infatti, il cantiere in questione essendo sprovvisto di adeguata recinzione (in ambi le Vie Milano- area esterna Cimitero Comunale, ed ex via per la Stazione Ferroviaria) costituisce un serio pericolo per la sicurezza della pubblica incolumità (vedesi ex D.Lgs. 494/2006) la cui responsabilità in caso di opere pubbliche decade sul committente (che nel caso specifico poterebbe essere il Sindaco); D.lgs. 81/2008 e D.Lgs. 106/2009. Ora si spera che quanto prima si provveda sia al ripristino dello stato dei luoghi che della messa in sicurezza del cantiere.
Ma una riflessione su questa vicenda credo sia giusto farla e cioè: ancora una volta un semplice cittadino. Additato come “sceriffo rompiballe”, deve fare denuncia ai Carabinieri per far emergere le cose che non vanno in questo paese. Ma la cosa vergognosa è che i cittadini hanno votato persone che dovrebbero essere in giro sin dal mattino presto a verificare le anomalie del paese, supportati dagli uffici competenti, in fin dei conti lo stipendio da amministratore o da impiegato comunale lo percepiscono loro, non il “cittadino rompiballe” che a sue spese e a “proprio rischio” deve controllare ciò che non funziona. Anche al “cittadino rompiballe” piace starsene al mare con la famiglia, ma non può uscire di casa e vedere lo scempio che lo circonda, anche perché al “cittadino rompiballe” piacerebbe vivere in un paese civile.

A coloro che sono gli artefici di questa incuria ed insensibilità per questa terra, che tanto decantano quando sono in campagna elettorale e che poi l’ abbandonano al degrado più assoluto, il “cittadino rompiballe vuole dire: non vi preoccupate, non vi sarà chiesta la parcella perché perché tutto ciò che egli fa lo fa con spirito di benevolezza e di umiltà come insegna il nostro Papa Francesco”.

Mimmo Carrieri

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