RISPOSTA AL SINDACO IAIA SULLE ULTIME VICENDE CHE HANNO VISTO IL NOSTRO GIORNALE SULLA QUESTIONE DEL “GIGANTE” E QUELLA DEL “CIMITERO”

RISPOSTA AL SINDACO IAIA SULLE ULTIME VICENDE CHE HANNO VISTO IL NOSTRO GIORNALE SULLA QUESTIONE DEL “GIGANTE” E QUELLA DEL “CIMITERO”

Cimitero e Scuola “Gigante”. Due volti della stessa medaglia

Andiamo per ordine sindaco Dario IAIA, prendiamo il Cimitero comunale: che bisogno c’era di mettere nella bacheca del custode questo divieto? Pur se è un regolamento del 1994 e finora nessuno, dico nessuno, si era mai permesso di farlo affiggere e tanto meno di farlo rispettare. E cè voluto Lei, Sindaco IAIA, a riesumarlo! Neanche il sindaco Maggi che l’ha preceduto ha fatto questo! Sebbene lei sa tutte le battaglie che sono state fatte, in tutte le sedi, per migliorare questo luogo di riposo dei nostri defunti. Quindi il fatto che lei lo ha voluto far mettere bene in vista è soltanto un avvertimento, per me e Carrieri, dal farci desistere dall’uscire fuori dal cimitero foto di contenitori stracolmi di fogliame secco, stradine sporche, ecc.

Non siamo nati oggi, sindaco IAIA. E certi comportamenti, come quello che vietavano i dazebao in Piazza San Giovanni, per me sono di chiara matrice fascista. E lo ripeto: fascista!

Reprimere il dissenso, è solo questa la risposta. Ma siamo in democrazia e, a volte, chi amministra scorda che ieri era sui banchi di opposizione e lodava le battaglie che questo giornale, Carrieri compreso, portava  avanti avendo l’unico scopo, l’unica ragione di avere un paese più vivibile e dignitoso. Ma credo anche essere così da “grido” comporta un certa responsabilità legale: e non abbiamo avuto per nulla paura in questo paese di fifoni (che parlano solo alle spalle, ndr) assumerci le nostre responsabilità Per nulla! Anzi, lo facciamo ogni giorno nel momento cui decidiamo di informare il savese su tutto quello che avviene all’interno della nostra comunità.

Questo era per il Cimitero, andiamo al “Gigante”: le mamme hanno espresso un disagio, forte, molto forte all’interno della struttura pubblica. Acqua che entrava in qualche aula, emergenza pidocchi, cibo non molto idoneo per i ragazzi della materna. Quindi, che male c’è se un giornale si fa portavoce, e anche portatore, di un problema che riguarda i giovanissimi savesi? Me lo dica, così ci … regoliamo.

Quanto al modo di informare di questo giornale può piacere e non piacere. Non c’è nessun problema. Ma è l’unica voce che in questo paese ascolta le altre voci e dà loro spazio! E mette, alla paesana maniera, “il culo a monte”! Vista la sua lettera, in apertura, mi chiama “Signor Caforio Giovanni” e non “Direttore”, stia tranquillo. Non ci tengo affatto. Sono talmente semplice, io!

Se accetta un’indicazione, fa un bene: si mostri con più modestia, è meglio. Poi lei deve decide cosa vuole da grande. Sta solo facendo i primi vagiti ...

Giovanni Caforio

 

viv@voce

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