SAVA, OTTOBRE 2010. FEBBRAIO 2013. DUE ORDINANZE DI CHIARA MATRICE FASCISTA, GIUSTO PER METTERE IL BAVAGLIO A VIV@VOCE!

Ottobre 2010: il sindaco Maggi (PD) firma un ordinanza che vieta l’esposizione dei nostri dazebao in Piazza San Giovanni. Febbraio 2013: il sindaco IAIA fa apporre un cartello all’ingresso del cimitero che vieta foto e riprese video

Viv@voce:  ultimo dazebao in Piazza San Giovanni

Che questo giornale non piaccia a chi amministra, custu eti picca ma eti sicuru! Quindi il rituale si ripete ogni qualvolta una nuova amministrazione si insedia nel nostro Palazzo municipale. Crediamo su tutto che non sanno rapportarsi con la comunicazione e con l’informazione. Si credono, anche questi nuovi amministratori fanno come gli altri, che il paese è loro e quindi nessuno deve rendere “lesa” maestà! Sappiamo benissimo che le formule (politiche) a Sava servono solo per copertura, poi una volta alla guida di un paese escono fuori tutte le smagliature e le arroganze di chi si sente Unto del Signore, scordando le illusioni e le speranze di cambiamento che aveva proclamato nella sua campagna elettorale! Vado al ritroso e racconto come Viv@voce (con l’associazione del nostro collaboratore e giornalista Mimmo Carrieri), viene osteggiata in qualsiasi modo nel momento in cui non è “yes man” e si pone in modo abbastanza critico sull’operato amministrativo!

Dal lontano ottobre del 2010 il sindaco Maggi (del PD, quindi a capo di un centrosinistra alla savese maniera, ndr) firma un’Ordinanza comunale che vieta l’esposizone di dazebao nella nostra piazza e in tutto il centro storico in quanto, questi, rovinano il decoro urbano e paesaggistico del nostro paese. Davanti a questa ordinanza scellerata nessun partito, dico nessun partito, ha mostrato solidarietà ufficiale al nostro giornale. Tutti coperti e “mau mau” sono stati zitti, comunisti compresi. Su questi ultimi la materia è alquanto inverosimile di come il loro comportamento sia stato squallido e famigerato. Eh già, il partito di Vendola che a Roma lottava per la libertà di informazione a Sava (nonostante SEL fosse in maggioranza, ndr) faceva l’indiano. O meglio, strafottenza in assoluto.

Pittulone, il Volpone

Questa ordinanza che in un paese del profondo sud, sempre nelle nostre fantasie, noi affibiamo a Pittulone il Volpone, famigerato ladrone, che visse nel Medio Evo. Pittulone il Volpone saccheggiò tutte le casse della sua comunità aumentado la sua avidità. In poche parole, Pittulone il Volpone, sempre secondo la nostra legenda, entrò nella ipotetica casa del Grande Fratello con le pezze al culo (per dirla alla Travaglio maniera) e se ne uscì con i soldi. Ma andiamo avanti nella nostra esposizione dei fatti, che è meglio. Andiamo ai giorni nostri: è stato fatto affiggere nella bacheca del Cimitero savese una locadina, a nome del Comune di Sava, la quale vieta di fare foto e riprese filmate. A posto, mò si che chi amministra ha mostrato per davvero il suo volto! Il nostro lettore e amico di facebook sa benissimo che solo due persone, a Sava, fanno le foto e le riprese filmate con certa costanza all’interno del luogo dove riposano i nostri defunti. E nelle loro foto o nei loro filmati “questi” due mettevano in evidenza il degrado che persiste. Oggi, non è cambiato nulla dalla passta amministrazione a questa nuova, nella gestione dell’area cimiteriale.

Quindi, quale miglior modo di far non divulgare all’esterno le foto che rappresentano la testimonianza tangibile di quello che noi scriviamo? Ecco pronto un Regolamento comunale, e specificatamente, all’articolo 114 c’è una postilla che viene chiamata con la lettera G la quale vieta questo. Certo, mai abbiamo pensato, in passato o tutt’oggi, che il nostro Cimitero fosse un fenomeno da barraccone ma, tutt’altro, abbiamo pensato che la risposta nell’avere un luogo sacro pulito ed ordinato passa sempre da chi amministra il paese.

Se ieri era l’amministrazione Maggi, oggi è l’amministrazione IAIA. Non sarà certo una modifica al regolamento cimiteriale o ordinanze varie a farci desistere dal nostro ruolo per informare il savese. Cu slù leunu tlà capu, nà vota pi tutti.

Nel campo delle libertà democratiche, e di critica su tutto, quelli di ieri erano fascisti vecchi, ma quelli di oggi stanno dimostrando di essere fascisti nuovi!

Giovanni Caforio

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