AI LETTORI DEL NOSTRO GIORNALE, AI TANTI AMICI DI FACEBOOK DI VIV@VOCE …

Il dialogo serve alla nostra crescita, al civile confronto e non a farsi del male …

E’ bello registrare davanti ad un argomento, o una provocazione che il nostro giornale mette in evidenza, così tanti commenti. Questi suscitano l’attenzione di chi vuole, o vorrebbe, entrare nell’immenso campo del dialogo. E sul dialogo, credo, che noi tutti misuriamo la nostra preparazione sulle diverse tematiche ma, su tutto, la nostra intelligenza e il nostro rispetto verso gli altri.

Se tante cose non le sappiamo ci affidiamo all’informazione e quando l’informazione descrive in modo obiettivo le cose è anche giusto che molti possono anche non essere daccordo. Sacrosanto questo. Ma quando stiamo a tema, cioè parliamo di una determinata e ben definita cosa, cerchiamo di restare in quel campo.

Senza sconfinare. Altro argomento sono le offese. Vi ripeto, entrano nel campo del codice penale e senza fornire testimonianze alcune per potersi discolpare: c’è lo scritto che fa testo. Insidacabilmente e, in caso di chiamata a giudizio davanti al giudice, è automatica la condanna penale. Per tanto su queste nuovissime frontiere della comunicazione, facebook o tanto altro, dobbiamo fare attenzione a come parliamo e a come usiamo le parole. Facciamo un piccolo sforzo: cerchiamo di capire di più. Tutti. Tutti quanti.

Giovanni Caforio

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