BUFERA MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Abbiamo chiesto al noto analista bancario, dott. Rinaldo Rossetti, una maggiore delucidazione su questa importantissima istituzione bancaria nazionale, al centro dell’attenzione in questi ultimi giorni

Dott. Rossetti, che cosa è accaduto esattamente al MPS?

In pratica – per chi non avesse compreso bene quello che è successo – la vecchia amministrazione MPS ebbe ad acquistare “titoli derivati” praticamente titoli ad alto rischio (definiti anche “tossici”), detti investimenti hanno comportato gravissime perdite per il M.P.S. Nella tragica storia sarebbe stato coinvolto l’ex amministratore Mussari, dimessosi dal vertice dell’ABI (l’Associzione Bancaria Italiana). In più, i giornali di centro-destra attaccano sia Monti che il Partito Democratico. Monti in quanto il suo governo tecnico concesse 3,9 miliardi di euro al Monte dei Paschi di Siena finalizzate alla copertura delle perdite attraverso la sottoscrizione dei cosiddetti Monti-Bond (guarda caso, l’importo della prima rata IMU pagata dagli italiani). IL PD viene chiamato in causa, per gli storici legami tra il MPS ed il partito Democratico oltre al fatto che lo stesso PD votò a favore della concessione al MPS dei innanzi citati 3,9 miliardi di “Monti Bond”.  Praticamente, oggi più che mai, secondo me, si rende necessaria una profonda riforma del sistema bancario-creditizio che eviti per il futuro che una banca che raccoglie l’onesto risparmio di tutti i cittadini vada poi ad investire questo denaro in operazioni altamente rischiose che non solo potrebbero pregiudicare la solvenza della banca nei confronti dei risparmiatori, potrebbero, inoltre comportare aiuti pubblici (e quindi denaro dei contribuenti).

La questione è semplice e parte da una semplice distinzione tra banche che raccolgono il risparmio e svolgono l’intermediazione tra chi – appunto – risparmia e chi invece ha necessità di capitali da investire nelle proprie attività, e banche che raccolgono invece i capitali da investire in Borsa e dunque in attività di speculazione e rischio. Dette banche sono note anche come “banche d’affari”. In Italia – secondo quanto mi risulta – tra le due tipologie di attività bancaria non vi è una differenza reale né tantomeno giuridica. In pratica, una banca italiana può svolgere indistintamente l’una o l’altra attività, con una prevalenza oggigiorno della seconda sulla prima. Il che è male. Per non dire malissimo. Abbiamo potuto constatare cosa succede quando una banca utilizza il denaro degli ignari risparmiatori per giocare in borsa. Per questo appare evidente che qui si debba mettere un punto affinchè si vada a capo e si faccia ordine con una riforma che separi le banche di intermediazione e risparmio dalle “banche d’affari”, con una completa incompatibilità tra le due forme bancarie, sino all’estrema conseguenza che le prime non potranno investire in borsa e le seconde non potranno svolgere attività creditizia.

Solo in questa maniera si potrà evitare per il futuro che una banca che raccoglie il piccolo risparmio poi lo investa incoscientemente e arbitrariamente in titoli tossici nella speranza di fare enormi guadagni da spartire fra gli azionisti (… e gli amministratori). A mio avviso, la banca deve ritornare al passato e fare quello per la quale è nata: permettere l’incontro tra chi risparmia e chi ha bisogno di liquidità per fare investimenti nell’economia reale. I giochi in borsa sono tutt’altra cosa e devono essere lasciati a chi volontariamente e coscientemente affida i propri capitali agli speculatori per questo genere di attività, nella piena consapevolezza che potrà perderli.

Approfittare invece di un pensionato che conserva il proprio denaro in un libretto bancario, per giocare in borsa non solo deve essere considerato IMMORALE, ma anche e soprattutto ILLEGALE.

Il prossimo governo – di qualunque colore esso sia – avrà il dovere morale ed etico di separare le due tipologie bancarie ed impedire per il futuro che si ripetano gravi situazioni come quelle del Monte dei Paschi di Siena.

Cosa rischiano correntisti e azionisti del MONTE DEI PASCHI DI SIENA?

Secondo me, è quantomeno fisiologico che chi ha un conto corrente o dei titoli legati all’Istituto di Credito MPS sia impaurito e preoccupato.

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