SAVA. EMERGENZA LOCULI COMUNALI

SAVA. EMERGENZA LOCULI COMUNALI

Lettera aperta al sindaco Dario IAIA, al Consigliere delegato ai Servizi cimiteriali Mario Mancino, ai Consiglieri di minoranza, alle testate giornalistiche della “Gazzetta del Mezzogiorno”, “Nuovo Quotidiano di Puglia”, “Corriere del Giorno”, alla “Voce di Manduria” e a “Viv@voce”

In merito agli articoli di stampa riportati sul Nuovo Quotidiano di Puglia il 12.1.13, sulla Gazzetta del Mezzogiorno il 13.1.13, su Viv@voce che riportavano un intervento del Sindaco della attuale Giunta Amministrativa del Comune di Sava, Dario IAIA e del suo Consigliere comunale, con delega ai Servizi cimiteriali, Mancino Mario, nonchè avendo letto sul network “facebook” da parte di un raggruppamento politico denominato PATTO PER SAVA, ma di cui non è riportata alcuna personale paternità, essendo stato apertamente e pubblicamente accusato essere un falso e di aver provocato un allarme sociale, sento il dovere di fare alcune precisazioni.

La mia attività sociale è da anni sotto gli occhi di tutti,in quanto responsabile del Settore Ambiente ed Ecologia della Associazione CPA,sezione provinciale di Sava nonché giornalista sempre in prima fila per combattere soprusi ed illeciti, tanto da aver subito minacce ed attentati intimidatori, che ho puntualmente denunziato alla Autorità Giudiziaria e ciò per aver portato alla attenzione della opinione pubblica svariati fatti costituenti reato e non, ma certamente da stigmatizzare.
Ed è proprio con questo spirito che ho inteso rendere nota una vicenda che si protrae da mesi, senza alcuna risoluzione.
Nello specifico infatti in data 9.1.13 inoltravo un mio comunicato alla stampa, in cui evidenziavo come nell’ottobre del 2011 si fosse verificata una emergenza relativa alla tumulazione delle salme nel cimitero di Sava, a causa della carenza di loculi. A tal proposito inoltrai all’epoca regolare esposto alla Procura della Repubblica di Taranto. La stampa diede ampio risalto alla questione che l’ opposizione di allora di cui faceva parte Dario IAIA, che ora guarda caso è maggioranza che governa il paese, ne fece un vero e proprio cavallo di battaglia, portando la vicenda alla attenzione del Consiglio comunale. Tuttavia la medesima situazione si è verificata a parti contrapposte nel mese corrente e se nel 2011 la allora opposizione non mi accusò di nulla, oggi che è divenuta maggioranza, attraverso la parole del suo massimo esponente, mi accusa di essere un falso e di aver procurato allarme sociale.

Corre allora l’obbligo di portare a conoscenza dei cittadini la vicenda nella maniera più chiara possibile.
Nell’ottobre del 2011 depositavo un esposto al Comando dei Vigili del Fuoco di Manduria con cui chiedevo un sopralluogo tecnico su vecchie cantine ipogee poste all’interno del Cimitero di Sava,in cui venivano tumulate le salme dei defunti, sprovviste di sistemi di sicurezza. Tra queste cantine ve ne era una di proprietà comunale, n.87. Mi consta che i Vigili del Fuoco intervennero e,dopo una verifica tecnica, emettevano un verbale in data 19.10.11 n.16092, precisando: “In ragione della rilevata condizione pericolosa, si ritiene indispensabile che chi di dovere provveda ad effettuare quanto necessario al fine di scongiurare l’immanente minaccia onde evitare qualsiasi pericolo per la pubblica e privata incolumità”.

Devo anche dire che il Sindaco IAIA, con ordinanza del 3.8.12, aveva ordinato a tutti i proprietari, intestatari e/o concessionari delle cappelle con cantine cimiteriali di eseguire lavori di messa in sicurezza, proprio richiamando il verbale dei Vigili del Fuoco del 19.10.11 e tuttavia la stessa amministrazione non ha provveduto a mettere in sicurezza la cantina cimiteriale di sua proprietà.
Non posso affermare se successivamente all’inoltro di quel verbale, che si badi veniva trasmesso anche al Sindaco ai sensi e per gli effetti dell’art.54 D.Lgs.18 agosto 2000 n.267,vennero tumulate atre salme. Posso invece affermare con certezza che nel mese di gennaio corrente ne siano state tumulate, su dieci loculi disponibili, già quattro,nonostante la attestata pericolosità.

Si badi che a ciò si è arrivati, nonostante la attuale Amministrazione comunale guidata dal Sindaco IAIA, in data 21.8.12 avesse affidato in via definitiva e con regolare gara di appalto, alla impresa GEO.CA.di Taranto la realizzazione di n.84 loculi cimiteriali per la complessiva somma di euro 150.000,00.
Dopo cinque mesi dalla aggiudicazione i lavori non sono neppure iniziati,nonostante le emergenze siano ormai assolutamente improrogabili, tanto che puntualmente il Sindaco emette ordinanza sindacale con cui ordina la tumulazione temporanea delle salme nella cantina cimiteriale n.84, sebbene sprovvista dei benché minimi sistemi di sicurezza, come attestato da Comando dei Vigili del Fuoco.

Io personalmente ho avuto modo di interessarmi della vicenda a seguito del decesso di un cittadino savese, a seguito di una segnalazione dei suoi familiari i quali lamentavano la inadeguatezza della cantina ed i pericoli per scendere nella stessa ed onorare il proprio congiunto defunto.
In data 3.1.13,con provvedimento n.2/13 il Sindaco IAIA emetteva ordinanza di tumulazione temporanea della salma nella cantina ipogea, sottolineando nella stessa che tale tumulazione era ivi necessaria, in quanto ”fino alla realizzazione del nuovo loculario ed alla liberazione di loculi cimiteriali per decorrenza dei termini di concessione,esiste un oggettiva difficoltà nel garantire la sepoltura dei defunti in loculi comunali per carenza di disponibilità degli stessi”.
In data 4.1.13, con atto regolarmente protocollato al Comune, il figlio del defunto chiedeva la revoca della ordinanza n.2/13, in quanto “l’accesso al loculo assegnato in via momentanea presenta pericolosità estrema sia per quanto riguarda la tumulazione che per le visite successive da parte dei parenti anziani”.

Ritengo subito dopo (ritengo perché l’atto che richiamerò stranamente non reca alcuna data di emanazione), il Sindaco emetteva ordinanza n.3 di revoca della precedente, autorizzando la tumulazione della salma in una cappella privata, il cui titolare aveva offerto la propria disponibilità.
Sempre in data 4.1.13 veniva protocollata al Comune altra nota, questa volta da parte del presidente pro-tempore della cooperativa AURORA,che si occupa delle tumulazioni e estmulazioni del cimitero di Sava,con cui veniva rimarcato l’alto rischio che si correva ove si fosse continuato a permettere la tumulazione in quella cantina.
In data 10.1.13 mi recavo presso la Stazione dei Carabinieri di Sava facendo rilevare che, nonostante il verbale dei Comando dei Vigili del Fuoco del 19.10.11, nonostante la lettera dei parenti del defunto del 4.1.13 e la comunicazione del presidente pro-tempore della cooperativa AURORA (atti che contestualmente ho conseguano alle forze dell’ordine), il Sindaco aveva emesso ordinanza sindacale n.7 del 10.1.13 con cui aveva ordinato la sepoltura di un altro defunto, programmato per la stessa mattinata, nella medesima cantina cimiteriale n.87. Immediatamente i Carabinieri si portavano presso la Casa comunale per avere un incontro con il Sindaco IAIA. Mi consta che a quel punto il Sindaco emetteva nuova ordinanza n.9 del 10.1.13 con cui revocava la precedente n.7/13, richiamando la nota ed il suo protocollo, ma non la data di deposito (4.1.13) del presidente pro-tempore della cooperativa AURORA.

In realtà il Sindaco, nella ovvia consapevolezza della esistenza di uno stato acclarato di pericolo, tanto da revocare una precedente ordinanza di tumulazione del 4.1.13, ha continuato ad emettere altra ordinanza il 10.1.13, nonostante avesse già ricevuto finanche la comunicazione della cooperativa AURORA sei giorni prima e si decideva a revocarla solo dopo l’intervento dei Carabinieri. Si pensi addirittura che la salma che doveva essere tumulata il 10.1.2013 nella cantina comunale, è stata tumulata il giorno successivo in una edicola privata nonostante il seppellimento delle salme debba avvenire entro le 24 ore dal decesso.
A tal proposito voglio sottolineare il caso di un’altra tumulazione avvenuta l’11 gennaio la cui AUTORIZZAZIONE alla sepoltura rilasciata il 14 gennaio (72 ore dopo il decesso) è avvenuta anche questa in edicola privata successivamente al versamento della somma di 340,00 euro che il congiunto del defunto ha versato a favore del Comune (cioè un terzo del costo del loculo trasversale comunale nonostante non si conoscano i tempi di assegnazione).

Quindi, sebbene le salme siano state tumulate in edicole private, grazie alla disponibilità dei titolari,il Comune ha preteso comunque un versamento di circa euro 334,00. Altra anomalia che mi preme sottolineare riguarda 2 documenti di richiesta di revoca riferiti alla tumulazione del defunto Spagnolo Antonio Giovanni, i quali riportano la stessa data 4.1.2013 e lo stesso numero di protocollo 235 del registro comunale. Sono due richieste di REVOCA dell’assegnazione del loculo nella cantina ipogea n. 87 che riportano l’una: “Per pericolosità estrema sia per quanto riguarda la tumulazione che le visite successive con firma congiunta dei germani Spagnolo Albino e Spagnolo Pasquale“. L’altro documento (sempre protocollato 4.1.2013 e sempre con lo stesso numero 235 di protocollo) che dopo le frasi “visite successive” vi é aggiunto ”da parte di nostri parenti anziani” firmato dal solo SPAGNOLO ALESSIO. E’ normale che questi due documenti con l’aggiunta di altre frasi abbiano lo stesso numero di protocollo 235 e la stessa data del 4.1.2013?

Ho sentito l’obbligo di far chiarezza sulla vicenda ,in quanto pubblicamente sono stato accusato di aver detto il falso, sui quotidiani innanzi indicati, provocando allarme sociale.
E’ inutile dire che continuerò nelle mie battaglie alla insegna della giustizia e della legalità e che tali accuse non mi fermeranno, tuttavia attendo che, così come pubblicamente sono stato diffamato, mi pervengano pubbliche scuse, dovendo altrimenti ricorrere alla Autorità Giudiziaria a tutela della mia immagine.

Mimmo Carrieri

viv@voce

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