SIGNOR SINDACO? SI FERMI UN ATTIMO. LA SITUAZIONE LE STA SFUGGENDO DALLE MANI …

Gli otto mesi dell’amministrazione IAIA …

E’ finita la campagna elettorale, è stato sancito dal savese il rinnovamento politico, ora tocca alla fase più importante: quella operativa. Siamo all’ottavo mese della gestione della nostra Casa comunale e, francamente, non si vede molto di diverso dalla precedente amministrazione comunale. Certo, abbiamo un sindaco che si prodiga nelle sedi in cui Sava deve contare (fogna pubblica, rapporti istituzionali e amministrativi con i paesi limitrofi, ecc.) ma la partita per questa compagine politica (Patto per Sava) che ha le redini del paese la deve giocare soprattutto in casa. Obbligatoriamente.

Ed è in casa che cominciamo a vedere le prime somiglianze con chi ha preceduto questa coalizione suffragata in modo nitido, e marcato, nella passata primavera. La vivibilità di un paese si vede ogni giorno, e ogni giorno che passa sono molti i savesi che sollevano le prime perplessità sulla capacità amministrativa della squadra IAIA. Sempre convinti, come giornale cittadino, che una squadra va avanti solo grazie all’audacia, alla capacità e al coraggio del suo capitano. Il suo capitano oggi è oberato di così tante responsabilità le quali pesano come un macigno sulla tenuta della sua amministrazione.

Oggi Sava, per diversi aspetti, si ritrova a misurarsi con gli stessi problemi irrisolti dall’amministrazione Maggi, giustamente quest’ultima punita in modo inappellabile dal referto elettorale. Davanti a questo scenario rimane, politicamente, solo una constatazione: c’è bisogno di una verifica. C’è bisogno di vedere se qualche giocatore non è idoneo al gioco, eventuale, di squadra. E questo tocca al capitano. Il capitano è colui che deve rimboccarsi le maniche e indirizzare la sua squadra verso lidi più dignitosi e fruttiferi. Oggi Sava guarda con stupore questa compagine amministrativa e si chiede, e sono tantissimi che questo lo dicono, se è l’amalgama che manca o se questo è frutto di incapacità. Certo sappiamo tutti, purtroppo, che la cosa più facile è vincere le elezioni. Il bello viene, si fa per dire poi, dopo. E’ dopo che bisogna dimostrare che si è diversi da chi ha precedentemente amministrato il paese. E chi amministra oggi il paese deve dare un indirizzo politico alla comunità che lo segue.

Deve dimostrare, operativamente, che il messaggio elettorale non è stato una chimera o uno specchietto per le allodole. Deve dimostrare su tutto che il vento è cambiato e che molti modi di fare non sono più ammissibili da un paese che ha sopportato di tutto, ma proprio di tutto, grazie alla strafottenza di chi lo ha amministrato in passato. Paese spolpato all’inverosimile, politica servita per l’arricchimento spregiudicato di qualche volpone che grazie alla politica ha sollevato le sue fortune economiche. Oggi Sava ha bisogno di un volto, possibilmente decoroso. Questo volto manca. E se guardiamo al nostro cimitero comunale ci vengono i brividi: ci sono solo 6 loculi comunali liberi e, nella peggiore delle ipotesi, fra meno di un mese, verrano esauriti anche questi. E dopo, dopo che succederà? Ci sarà la stessa confusione che si creò con la passata amministrazione. Dove verranno seppelliti i morti savesi? Dove? Eppure il contratto con la ditta appaltatrice è stato siglato nello scorso giugno e, a tutt’oggi, non si parla neanche dell’inizio dei lavori del nuovo colombario comunale. Per non parlare della gestione ordinaria del nostro cimitero: materiali di risulta sparsi dapertutto, fogliame secco lungo le mura di cinta dalla parte interna. Raccoglitori che non vengono svuotati con regolare scadenza. E ci risiamo di nuovo: il cimitero di Sava è nell’occhio del ciclone, alla berlina di tutta la nostra provincia. Che bella figura che stiamo facendo!

Altra patata bollente: la villa di Piazza Risorgimento. Ma è possibile che un chioschetto (ed è da vedere se questo si può fare su quel progetto iniziale e con quel tipo di finanziamento ottenuto) deve bloccare i lavori di una delle poche aree verdi del nostro paese e sopratutto pregiudicare la viabilità scolastica? Ma stiamo scherzando? Sono passati 8 mesi, dicasi oltre 250 giorni, dall’inizio del lavori e tutto è ancora in fase di completamento! Se poi andiamo alle risorse umane utilizzate nella nostra Casa comunale, nulla è cambiato. Tutti stanno al loro posto, tranquilli e sereni. Stanno persone, signor Sindaco, che per quello che hanno procurato ai savesi meriterebbero ben altro. E tra qualche giorno scoppierà la bomba delle cartelle mandate 4-5 volte alle persone con lo stesso oggetto e, magari pagate pure. Questo perchè chi è preposto a questo servizio deve fare numero ed ottenere il badget che gli è stato assegnato per diverse decine di migliaia di euro. E lei  questo lo sa bene, molto bene.

Da questo momento, Signor Sindaco, deve scendere in campo direttamente lei. Dimostri che la fiducia del savese, nel momento in cui l’ha designata alla guida della propria comunità, non è stato l’ennesimo bluff a cui siamo stati spesso abituati dalle passate amministrazioni. Tocca a lei e non ad altri …

Giovanni Caforio

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