LANA DI VETRO, ETERNIT E TUBI DI AMIANTO SCARICATI IN MACCHIA MEDITERRANEA E ULIVETO !

Lunedì 26 c.m. nel mio “peregrinare” per campagne, giunto in prossimità di una rigogliosa “macchia mediterranea”(in agro del Comune di Torricella) ho avuto la sgradita sorpresa di imbattermi in ben quattro discariche abusive di “materiali speciali pericolosi”. Dette discariche, localizzate in Contrada “TRULLO” contengono circa venti quintali di eternit,tubi di amianto, lana di vetro ecc.,interessano quattro punti distanti pochi metri l’uno dall’altro si trovano all’interno e adiacenti ad una  “macchia mediterranea” che si estende per circa 10 ettari,  e ad un terreno agricolo di alberi secolari di ulivi.

La situazione sotto il profilo ambientale nonché igienico sanitario è di estrema gravità  poiché, in questo particolare periodo, la “macchia mediterranea” e i terreni agricoli coltivati ad uliveto sono frequentati dai cercatori di funghi e dai contadini per la raccolta delle olive, e le polveri  insieme alle sottilissime fibre di amianto (in gran parte sfibrato) depositatesi al suolo o che vengono disperse nell’aria se inalate possono rappresentare un serio pericolo per la salute pubblica. Della situazione  a mezzo di  Esposto, ho provveduto ad informarne il Corpo Forestale dello Stato della Stazione di Manduria i cui agenti,  attenti e sensibili alle tematiche ambientali, sono immediatamente intervenuti sul posto per i rilievi di legge.

L’eternit commercializzato in Italia dal 1901 al 1994, anno in cui è stato dichiarato nocivo per la salute umana dopo diversi casi di morte per intossicazione di amianto. Non c’è alcun obbligo di rimuoverlo se in buono stato, ma se presenta crepe,perdita di filamenti o qualsiasi altro danneggiamento deve essere asportato e smaltito da personale specializzato, e il materiale rimosso deve poi essere avvolto in involucri sigillati e conferito ad apposite discariche, mentre tutto il processo viene monitorato dall’ASL di competenza.

Il singolo non può procedere alla rimozione in quanto si tratta di un processo che deve essere effettuato con perizia(non si devono causare rotture di nessun genere), sono necessari indumenti di protezione e non bisogna inalare le polveri: Ciò sta a significare che coloro che se ne disfanno per gettarlo nelle campagne oltre a  rischiare di essere sorpresi dalle Forze dell’ Ordine  in “flagranza di reato” ed  essere denunciati  penalmente rischiano anche di essere contaminati dalle polveri di asbesto pericolose per la salute.

Ma a quanto ammonta  il costo medio per lo smaltimento?

Per quantità a 100 mq:

-per la rimozione 10 euro a mq

-per lo smaltimento presso le discariche autorizzate 0,30 euro al mq

-costo di trasporto medio 300 euro

-costo per le pratiche ASL necessarie allo smaltimento 300 euro

COSTO MEDIO AL METRO QUADRATO CIRCA 20,5 EURO AL MQ.

I costi esosi inducono(non giustificatamente) coloro che hanno amianto da smaltire, a rivolgersi  a  “organizzazioni organizzate” che per pochi spiccioli non si fanno scrupoli di smaltirlo nelle aree più impervie preventivamente mappate.

Per evitare questa forma di smaltimento abusivo e inquinante, sarebbe auspicabile che gli Enti Pubblici si facessero  carico di una quota parte dei costi che il cittadino deve sopportare, considerato anche che  il commercio di amianto è stato consentito dallo Stato Italiano dal 1901 al 1992 anno in cui si scoprì che questo materiale era altamente “cancerogeno”.

                                                                   Mimmo CARRIERI

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