TARANTO. LETTERA APERTA DI UN CITTADINO LIBERO DA OGNI IDEOLOGIA PARTITICA

Egregio Sindaco Ippazio Stefàno

Il Ministro Clini in più occasioni è venuto a Taranto. Inutile ribadirle e ribadire a tutti i cittadini in difesa di chi e cosa si è precipitato nella nostra città. Tutti ci siamo fatti la stessa idea, tranne chi come Lei, ha inviato al Presidente del Consiglio Mario Monti un’altra lettera di ringraziamento per l’occasione concessaci così come oggi prende di nuovo carta e penna credendo che a Roma prestino attenzione alle sue gentili e garbate parole. Lo stesso Ministro, proprio in questi giorni, ha asserito: “Se l’Ilva si illude di poter continuare a produrre senza aggiornare le tecnologie si sbaglia,se altri si illudono di poter vietare all’Ilva di investire nelle tecnologie innovative si sbagliano pure”.

Ma quando “sospetta” che “l’aumento di malattie e tumori indicato nel rapporto Sentieri possa essere legato anche alla catena alimentare”, il nostro caro Ministro si sbaglia o dice il vero? Ne deriva che, a causa del “sospetto” di un uomo di Stato che non dovrebbe mai usare il condizionale, i prodotti della nostra terra non hanno più mercato ed il dubbio di ogni cittadino è quello di comprare cibo contaminato. Ma se lo dico io, da semplice cittadino che non rappresenta e sicuramente non l’ascolta nessuno, mi domando: Lei quando comincia a rappresentare i tarantini? Quando alzerà la voce unendosi all’urlo di questa città? Cosa aspetta a ribellarsi visto il trattamento che il Governo sta riservando a lei ed ai suoi concittadini? Abbiamo perso gran parte della pastorizia e la mitilicoltura è rovinata, ora roviniamo anche l’agricoltura e i prodotti alimentari. Lei, quale massima autorità sanitaria del territorio, dovrebbe come minimo pretendere chiarimenti a Roma rispetto alle parole espresse dal Ministro. Signor Sindaco, Lei lo sa! Lo ha ribadito più volte che nelle precedenti amministrazioni si è creato il dissesto. Quello che non sa, o fa finta di non sapere, è che con quella che lei governa si sta creando la disperazione ed il fallimento.

Io l’ho vista vicino ai cittadini dei Tamburi e poi l’ho osservata solidarizzare coi lavoratori dell’ILVA e infine brindare con azienda e istituzioni per l’AIA 2011. Ma con chi sta Lei? Ce l’ha un’identità? Mi aiuti perché sono confuso. Mi auguro di non ricevere risposte come “lei è disinformato”, ha stancato pure questo. Sull’ultima vicenda riguardo la richiesta di risarcimento all’ILVA in funzione della condanna in Cassazione del 2005 a carico di Riva e Capogrosso, non mi esprimo, altrimenti sono certo che mi querelerebbe e io sarei costretto a pagare come sempre; come paga questa città da troppo tempo grazie all’incapacità della politica nostrana, avvelenata come le fabbriche che ci danno pane e sofferenze. Mentre tutto intorno fallisce ogni cosa sana, muore anche la nostra fiducia in chi dovrebbe rappresentarci.

Ranieri Cataldo
Tarano 09/11/2012

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