“PUNIZIONE DEL SINDACO”: E IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI DIVENNE CUSTODE DEL CIMITERO

Il sindaco: “E’ venuto meno il rapporto fiduciario, questo per evitare danni all’immagine della città”

MINERVINO – Tra le storie all’italiana che di tanto in tanto salgono agli onori della cronaca, quella tuttora in corso nel Comune di Minervino deve essere apparsa davvero tra le più singolari. La sintetizziamo per come siamo riusciti a ricostruirla: da una parte abbiamo un segretario generale comunale, Giulio Rutigliano, il quale svolge funzioni di «sceriffo» della città su mandato dell’ex sindaco Luigi Roccotelli. Dall’altra un comandante di polizia municipale, Antonio Franco, che, dopo essere stato spodestato e parcheggiato agli affari Generali del Comune, sempre dall’ex sindaco Roccotelli, lo abbiamo ritrovato anche in mansioni di custode del cimitero.

Una iniquità di cui ha chiesto chiarimenti alla Prefettura di Bari il 23 maggio 2011 il Ministero degli Interni attraverso il suo dirigente dell’Area II, viceprefetto Lucia Tonelli dopo aver ricevuto un esposto. Il cerino acceso dal Ministero sulla particolare situazione di Minervino è transitato prima tra le dita dalla Prefettura di Bari, poi a quella di Barletta, dove direttamente il prefetto Carlo Sessa, il 22 giugno 2011 ha chiesto chiarimenti al nuovo sindaco della città Mario, Gennaro Superbo.

TAPPE DELLA VICENDA – Il 16 Marzo 2010 l’ex sindaco Roccotelli assegna a diverso incarico il comandate Franco, e la questione approda alla Procura di Trani dove sono all’esame dei magistrati alcuni atti che riguardano l’andamento amministrativo della città di Minervino tra cui quelli posti in evidenza dallo stesso Franco. Roccotelli, pare che per questo, venuto meno il rapporto fiduciario, e per evitare danni all’imma gine della città, investiva il 12 aprile 2010 con incarico di reggenza al ruolo di Comandante il segretario generale Giulio Rutigliano. E sempre Roccotelli con propria istanza otteneva dal Prefetto di Bari Carlo Schiralli, il 26 ottobre 2010, un decreto che conferiva al Rutigliano la qualifica di: “Agente di Pubblica Sicurezza da esercitarsi nell’ambito di tutto il territorio comunale e per la durata dell’incarico di reggenza”.

La domanda: può un segretario generale del Comune svolgere ruolo di comandante di polizia municipale e magari percepire eventualmente l’indennità che spetta soltanto a coloro che svolgono funzioni operative con qualifica di agente di pubblica sicurezza? Ma soprattutto può un comandante di Polizia Municipale essere defenestrato con decreto di un sindaco? Le sentenze sono tante, quasi tutte di pare negativo. Intanto non è dato sapere, visto il rapporto fiduciario che intercorre tra sindaco e il segretario generale, se Rutigliano con la nuova amministrazione Comunale guidata da Rino Superbo manterrà il suo attuale ruolo da segretario generale e sceriffo della città. Appare però possibile che possa succedere che si giunga a sentenza con l’obbligo di reintegro, come avvenuto altrove, del vecchio sceriffo, il comandante della polizia municipale Antonio Franco. A quel punto, salvo azioni di risarcimento, chi farà suonare la sirena del cimitero per annunciare ai visitatori la sua chiusura è la fine delle visite ai defunti? (di COSIMO FORINA – lagazzettadelmezzogiorno.it)

FONTE infosannio.com

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