2004. QUELL’INCONTRO CON LUCIA FASANO, SINDACO DEI SAVESI DALLA PRIMAVERA DEL 2002 ALL’INVERNO DEL 2004 …

2004. QUELL’INCONTRO CON LUCIA FASANO, SINDACO DEI SAVESI DALLA PRIMAVERA DEL  2002 ALL’INVERNO DEL  2004 …

Il nostro giornale era appena nato da sei mesi, il fatidico maggio 2004, e nei primi numeri delle sue uscite nelle edicole cominciò, nella sua scaletta editoriale, ad alternare le interviste ai politici e agli amministratori savesi: un numero portavamo in prima pagina un rappresentante del centro-destra, in quello successivo quello del centro-sinistra. Fu la volta del primo/a cittadino/a savese. Al sindaco Fasano chiesi quanto amasse il nostro paese e lei in modo semplicissimo mi rispose con un “modo genuino e sincero, al punto di mettere davanti ai propri interessi quelli della città e dei suoi stessi abitanti”. Molti la vedevano prestata alla poltica, o meglio come se il suo nome si scrive Fasano ma che si legge Ninì De cataldo e Bruno D’Oria, visto che la sua candidatura era nata dall’alleanza dei due grandi vecchi.

Gli chiesi cosa era lei la politica e prontissima la sua risposta: “La politica, ovvero una vera e propria arte che come tutte le altre si compone di un aspetto pratico e di uno teorico. La politica, secondo me, non è solamente un fare o non fare, ma è prima di tutto una attenta ed accurata analisi di leggi e statuti, un lungo ed analitico studio che permetta poi di prendere un certo tipo di decisioni. Si tratta pertanto di una unione inscindibile fra un aspetto pratico ed uno teorico a cui non tutti sono propensi”.

Già, a cui non tutti sono propensi …

Proseguì dicendomi “in quanto bisogna sempre riuscire, col proprio operato, ad eguagliare o superare i propri predecessori senza far rimpiangere mai ai propri cittadini la presenza di un precedente sindaco”.

Le viene successivamente chiesto cosa ne pensa lei di tutta quella gente che, ritenuta “preparata e capace”, più tosto che impegnarsi in politica, preferisce allontanarsene criticando però l’operato altrui.

Scattante la risposta: “Il politico in generale, ha bisogno di tre qualità strettamente legate tra loro: onestà, capacità e coraggio. Chi si allontana dalla politica è una persona priva di coraggio. Del coraggio di esporsi, di prendersi le proprie responsabilità e di fare figuracce pubblicamente. Io credo che il non partecipare attivamente alla politica e il criticare chi invece si prende la responsabilità delle proprie azioni, è sbagliato almeno quanto l’operare male”.

Un paese sempre degradato da punto di vista ambientale in cui il savese fa la sua parte da autentico protagonista.

“Nei piani della mia amministrazione comunale il tentativo di occuparsi dell’aspetto del paese, per dargli un aspetto migliore e più curato, è quello di pulire le zone di periferia caratterizzate da discariche abusive e materiali di risulta ovunque. Per far questo, infatti, viene data vita ad una collaborazione fra l’aiuto degli stessi cittadini e l’impegno dell’Amministrazione che, tramite un sistema di monitoraggio, è anche riuscita ad individuare alcune discariche abusive in modo tale da segnalarle e dar avviso di smantellarle”.

La sfera dell’attenzione viene spostata sulla situazione degli edifici scolastici, il rpimo cittadino savese ci tranquillizza con un “verranno lentamente ammodernizzati per poter garantire agli studenti igiene, sicurezza e comfort”.

E approfitta per lanciare un appello, o più che altro un consiglio, a tutti gli studenti. Prega loro di impegnarsi, di studiare, e di credere in ciò che fanno in modo tale da saper fare davvero qualcosa e cercare di combattere la disoccupazione ormai dilagante.

Successivamente le viene domandato cosa sia secondo lei la “qualità della vita”. “Io credo che per qualità della vita si intenda un sistema di sviluppo umano che permetta al cittadino di vivere una vita migliore. Ogni misura che viene presa per restaurare un edificio, per migliorarne la sicurezza e l’utilizzo concorre inevitabilmente a migliorare la qualità della vita della comunità. Naturalmente non si possono curare tutti gli aspetti relativi a questo concetto a causa delle poche risorse economiche stanziate ai vari Comuni”.

L’intervista si avvia alla sua conclusione e al sindaco viene chiesta un’autovalutazione sul proprio operato. “Alla mia amministrazione dò un sei e mezzo a causa delle varie difficoltà affrontate, tuttavia sono sicura di trovarmi sulla buona strada e di poter contribuire a rendere migliore la propria città”.
Fu azzoppata nell’inverno del 2004 dal Gruppo Misto (Gaetano Lomartire, Mary Maggi e Fernando Dambrogio) …

Giovanni Caforio

viv@voce

Lascia un commento