PUGLIA. PROVINCIA DI TARANTO: VITICOLTURA E VINO. A CHE PUNTO STIAMO?

A pochissimi giorni dalla vendemmia …

A maggio 2011, la Puglia del settore vitivinicolo era nel pieno del suo fermento operativo, tanto che, al Vinitaly di Verona, prestigiosa vetrina internazionale del settore, la Puglia e in maniera più specifica il territorio Tarantino, era ai primi posti con la Cantina Sociale “L.Ruggieri” di Lizzano, un successo dovuto soprattutto a quanto incassato nel campo dell’export durante l’anno 2011, più del 25% rispetto all’annata del 2010.

A distanza di un anno, il quadro economico è sicuramente mutato, infatti, il ventotto giugno duemiladodici, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha esposto un decreto in cui vi è un programma di sostegno al settore vitivinicolo, punti fondamentali del decreto, è il finanziamento alle regioni Italiane per quanto concerne la promozione sui mercati dei paesi esteri, la ristrutturazione e conversione dei vigneti e la vendemmia verde.
La viticoltura in Italia è una pratica che ha origini remote, forse anche per questo motivo il nome antico del nostro paese era Enotria che letteralmente significa terra del vino, e, per questo, è importante difendere la produzione e continuare ad investire in essa.

Con il passare degli anni, forse dei secoli, il sistema vitivinicolo si è affermato anche nell’Unione Europea, dove occupa, oggi, una posizione importante nel mercato del settore mondiale.
La produzione vanta, annualmente centosettantacinque milioni di ettolitri di vino, pertanto, l’unione Europea rappresenta il 45% delle superfici vitivinicole del mondo, il 65% della produzione, il 57% del consumo globale e infine, il 70% delle esportazioni a livello mondiale.
Il mercato del vino cresce di anno in anno affermandosi e radicandosi ovunque nel pianeta, non solo per quanto riguarda il gusto, prezioso e raffinato tanto da affascinare moltissimi palati, ma anche per quanto riguarda la tradizione storica che esso vanta.
La Puglia, in maniera particolare, è la regione che più di tutte ha saputo valorizzare nel tempo il settore vitivinicolo, non solo rendendo “fluido” il sistema economico-produttivo ma anche aprendo gli orizzonti ad innovazioni tecnologiche che hanno reso più semplice il lavoro.
Come ben sappiamo la produzione del vino nella regione Pugliaè dovuta soprattutto al territorio, particolarmente adatto per la coltivazione dell’uva da vino.
Su ottocento unità locali specializzate nel settore vitivinicolo, in Puglia, il 40% si dedica ogni giorno da moltissimi anni alla produzione di vino.
Purtroppo, non sempre le annate sono positive, nonostante i moltissimi punti di forza che il nostro sistema vitivinicolo offre, come ad esempio la presenza di ampie aree dedicate alla produzione di vino di elevata qualità, l’impiego di tecniche moderne e innovative e l’elevata capacità produttiva legata soprattutto alle risorse turistiche e storiche del territorio, ci sono anche dei punti di debolezza che a lungo andare stanno spingendo i contadini ad abbandonare le proprie campagne e a migrare.
Tra questi punti di debolezza vi sono i limitati livelli di produzioni, soprattutto per quanto riguarda le aree DOC, la presenza di alcune zone in cui la forma di allevamento è poco efficiente, la scarsa competitività del sistema produttivo del vino sfuso e assieme a quest’ultima la scarsa percentuale di vino imbottigliato rispetto al vino sfuso e ancora, il ruolo limitato che svolgono le cooperative nella commercializzazione e la bassa capacità di penetrazione nei mercati esteri.
Tutti questi fattori stanno lentamente trascinando il sistema vitivinicolo nel baratro causando uno spopolamento, sempre più evidente, delle zone rurali più a rischio.

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