IL GOVERNO INTERVIENE NELLA VICENDA ILVA

Il premier Monti ha mandato in missione venerdì 17 agosto a Taranto i ministri dell’Ambiente, della Giustizia e dello Sviluppo Economico per studiare le azioni da intraprendere dopo la decisione del gip Todisco di fermare la produzione degli impianti sequestrati e di rimuovere il presidente dell’azienda Ferrante dall’incarico di custode giudiziario


Il guardasigilli acquisirà gli atti del magistrato “chiudere gli impianti sarebbe un danno irreparabile” sono le parole del ministro Passera. Corrado Clini, l’altro ministro, spera che la logica e la prospettiva divergente non aprano un conflitto di competenze perché questo a parte gli effetti negativi e le complicazioni che avrebbe sulla situazione di Taranto è molto pericoloso per l’affidabilità dell’Italia. Questa indagine della Magistratura dalle relazioni dei periti è soprattutto concentrata sulla storia dell’insediamento industriale di Taranto. Nel senso che le persone che purtroppo si sono ammalate e sono morte sono state esposte per decenni a una situazione ambientale provocata da impianti industriali diversi da quelli attuali. Ricordiamo che lo stabilimento siderurgico venne costruito nel 1961 e che il Gruppo Riva lo acquistò dallo Stato solo nel 1995 ed ora sono agli arresti domiciliari il padre Emilio e il figlio Nicola. Intanto nuovamente gli operai tarantini sono sul piede di guerra visto che torna l’incubo della chiusura dell’azienda siderurgica più grande d’Europa, a causa delle due nuove ordinanze con cui il gip ha detto stop alla produzione. Il nuovo colpo di scena ha fatto precipitare la situazione sempre di più. Il neo presidente Bruno Ferrante, come già riferito sopra, non è più il custode giudiziario del siderurgico. Lo ha deciso ieri il gip Patrizia Todisco che gli ha revocato l’incarico conferitogli dal Tribunale del Riesame. Il giudice delle indagini preliminari con due ordinanze emesse a distanza di ventiquattro ore ha dapprima sottratto a Ferrante la competenza sulla gestione finanziaria dell’azienda lasciandogli solo l’incarico della gestione del personale e poi lo ha sollevato da ogni incarico per incompatibilità. Il gip obietta infatti che Ferrante in qualità di amministratore protempore dell’Ilva continua a difendere gli interessi dell’azienda opponendosi ai provvedimenti della Magistratura e quindi non può essere allo stesso tempo custode giudiziario. Torna invece a svolgere questo ruolo Mario Tagarelli, commercialista tarantino che era già stato nominato dal gip e poi sostituito dal riesame con la nomina di Ferrante. Sulla vicenda Ilva da registrare la singolare presa di posizione del Governo. Il premier Monti infatti ha inviato i suoi ministri per conoscere meglio e aggiornarsi sul nuovo colpo di scena. È questo il risultato dell’incontro che il premier ha avuto con i ministri Passera, Clini e Severino. È questa riferisce Passera la conferma della massima attenzione del Governo in merito alla difficile e complessa questione dell’Ilva di Taranto così come testimonia anche il protocollo d’intesa firmato tra ministeri e istituzioni locali e le ingenti risorse già messe a disposizione per il risanamento ambientale del siderurgico. Da qui la necessità di evitare la chiusura e lo spegnimento degli impianti cosa che causerebbe danni irreparabili dal punto di vista economico, occupazionale e sociale.

Vito Piepoli

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